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La
cucina acquavivana è contraddistinta da genuinità e sapori
autentici d'altri tempi. Una sosta all'ora di pranzo, in uno dei
ristoranti del centro storico permette di assaporare i piatti della
tradizione locale. Cibi semplici e genuini come prosciutto nostrano,
lonza, salami, fegatini con le uova, formaggio pecorino, stracciatelle,
pappardelle alla papera muta, coniglio 'ncip-'nciap, olive ripiene,
spiedini di castrato. I dolci tipici sono gli spumini, i crostini alle
mandorle e le famose "pesche" (paste frolle con ripieno
di cioccolata e bagnate di alchermes) che sprigionano tutta la loro
fragranza dai vari forni del paese. Il tutto bagnato dai magnifici vini
Doc quali il Rosso Piceno Superiore ed il bianco Falerio dei Colli
Ascolani.
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Ad
Acquaviva Picena sopravvive l'arte di fabbricare cesti con la paglia, le
cosiddette "pagliarole". Non è raro vedere, specie d'estate, le
anziane donne del paese, sull'uscio di casa, intrecciare la paglia di
grano con formidabile maestria, servendosi di un punteruolo e di un
secchio pieno di acqua. La lavorazione è lunga e laboriosa perchè
prevede fasi precedenti per la preparazione dei materiali: paglia, salice
e cannetta selvatica. Le "pagliarole", di forme assai diverse,
vengono utilizzate come "sfarinapesce", porta frutta, porta
lavori a maglia, ceste per biancheria e piatti ornamentali.
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La ricetta:
Coniglio 'ncip - 'nciap
E' una specialità che, pur
essenziale negli ingredienti e semplice nella preparazione, è molto
appetitosa. Non è chiaro perché questo piatto si chiami "ncip -
nciap": gli anziani dicono che il nome deriva dal rumore che si
produce nello spezzare la carne con la mannaretta, oppure dal pane
intinto nel gustoso sugo dello spezzatino.
Il coniglio si taglia a pezzi e si mette in padella, con olio, aglio,
rosmarino, sale e pepe. Volendo si può versare un po' di vino bianco.
La cottura va fatta a fuoco basso.
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